Gouffre di Padirac, come un novello Jules Verne

di Bianca Casale

Caro lettore, oggi ti vogliamo accompagnare in Francia, nel Lot per essere precisi, a vivere una delle più belle avventure sotterranee che si possa vivere in Europa.
La fantasia, a Padirac,  è superata dall’opera della natura.

La sorpresa ti attende ancora prima di prendere i biglietti di ingresso, perché vedrai quasi subito un enorme abisso di circa trenta metri di diametro che si apre proprio sotto i tuoi piedi.
Guardare in basso potrebbe farti venire le vertigini: la voragine sprofonda per 75 metri nelle viscere della terra.

Inutile dirlo, la discesa è piuttosto impressionante; puoi scendere con l’ascensore oppure a piedi prendendo una scala di metallo che pare senza fine, però godendo di un panorama pazzesco.

Le pareti del “buco” sono coperte di vegetazione e non riuscirai a non pensare a “Viaggio al centro della terra”.

La voragine di Padirac fu esplorata per la prima volta nel 1889, usando una scala di corda e molto coraggio. Fu Edouard-Alfred Martel, considerato l’inventore della speleologia moderna, che decise di avventurarsi laggiù per primo. Egli è anche riuscito a dimostrare che si trattava di un’opera naturale, non quella del diavolo, come voleva la leggenda. Almeno una delle leggende che cercavano di spiegare l’esistenza di un enorme buco nella terra e rispondere all’enigma a cui sono stati appioppati poteri mistici e nomi spaventosi: Diavolo? tesori nascosti? Traccia di un gesto divino?

Vediamone alcune.


La storia delle fiamme che uscivano dal buco per difendere un tesoro nascosto dagli inglesi alla fine della Guerra dei Cent’anni vide il sostegno di molti abitanti del Lot.

Un’altra leggenda vuole che Lucifero, per sfidare San Martino, avesse formato la voragine con un colpo di tacco, invitando il Santo ad attraversare l’abisso per poter salvare le anime dei dannati contadini che stava per condurre all’inferno. Un terribile baratto che spinse San Martino, guidato dalla sua fede, a spronare il suo mulo e fargli tentare l’impresa di saltare oltre la voragine. Si dice che questo prodigioso salto abbia lasciato l’impronta dello zoccolo dell’animale nella roccia, ancora oggi visibile.
Vinto e infastidito, il Diavolo sarebbe poi scomparso definitivamente nelle profondità della Gouffre.

Un anno prima del glorioso 1900 venne inaugurato per i visitatori il percorso all’interno della voragine di Padirac, un percorso pressoché inalterato fino ad oggi. Il giro che potresti fare tu non è molto diverso da quello che avrebbe potuto fare il tuo avo nel 1900 se si fosse recato a Padirac. Forse solo l’ascensore (e meno male).

Ma la cosa più

Foto © L. Nespoulous

bella non l’hai ancora scoperta.

Arrivato ​​in fondo al baratro, devi ancora scendere qualche gradino per raggiungere 100 metri di profondità. È allora che inizia la vera visita, lunga diverse centinaia di metri attraverso la grotta.

L’atmosfera è misteriosa, le luci sono piuttosto fioche e la temperatura cala notevolmente. Alla fine, arrivi presso un fiume sotterraneo piuttosto profondo e lungo almeno 20 chilometri! Nella visita vedrai solo un chilometro di quei molti. E lo farai in barca.

Esatto, il fiume si trova a 103 metri sotto terra e tu lo percorrerai in barca.
È stato proprio il crollo della volta generata dal fiume a dare origine alla voragine da cui sei entrato, qualcosa come 10.000 anni fa.

Le barche sono spinte a mano dalle guide e vanno lente, quindi a volte c’è un po ‘di attesa prima di imbarcarsi. Ma il viaggio è molto piacevole, pochissimi rumori e tanto da vedere. A poco a poco, infatti, il soffitto della grotta dove si trova il fiume si alza progressivamente, raggiungendo quasi i 100 metri. Le dimensioni sono davvero notevoli.

Vedrai, quasi al termine della navigazione, il Lago della Pioggia e su di esso la “Grande Pendeloque”, una stalattite gigantesca che sembra gettarsi in acqua.
Quindi sbarcherai e comincerai un’entusiasmante visita a piedi attraverso le gallerie della voragine di Padirac. Ci sono spesso persone, ma la dimensione del posto ti farà dimenticare tutto e tutti. È come essere finiti nel romanzo di Jules Verne o in un set cinematografico; le foto non

Foto © L. Nespoulous

rendono giustizia alla bellezza del luogo.
Iniziamo con il Lac des Gours, che si riferisce alle dighe naturali formate da concrezioni attraverso un lago o un fiume. Sembra quasi che siano costruiti da mani umane, o opera di qualche magia.

La visita continua, poche decine di metri più in alto sul Lago Superiore. Si trova nella sala del Grand Dome, il cui soffitto è alto 90 metri. Incredibile.
Le concrezioni calcaree hanno scolpito una decorazione che pare opera delle fate. Una cattedrale gotica non regge il paragone.
Sono le gocce d’acqua che, infiltrandosi nella roccia calcarea, creano le cavità e formano le stalattiti e le stalagmiti. Opera dei secoli, molti.
Solo dopo aver ammirato lo splendore di questa cattedrale sotterranea, interamente creata dalla natura, potrai ritornare sui tuoi passi e ripercorrere la navigazione a ritroso. Poi, piano piano dovrai pensare di tornare sulla superficie.


Come puoi arrivare a Padirac?

Situato nel cuore della Francia, nella bellissima Valle della Dordogna, nel dipartimento del Lot, vicino a Rocamadour, il o la Gouffre di Padirac, un monumento naturale, si trova all’incrocio tra Quercy e Périgord.

Per tutti i dettagli si può visitare il sito ufficialeRicorda che conviene prenotare i biglietti

 

 

 

 

 

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