Addio Principessa Leia, eroina femminista

di Marianna Piras

«La morte è parte naturale della vita. Gioisci per coloro che intorno a te si trasformano nella Forza. Dolore non avere; rimpianto non avere». (Yoda)

Con profondo dolore i fans di Star Wars hanno accolto, pochi giorni fa, la notizia della morte di Carrie Fisher, interprete del personaggio della Principessa (poi Generale) Leia Organa.

princess-leia-behind-the-scenes-starwars13Una rapida occhiata sui social network mette subito in risalto un particolare: Carrie Fisher è riuscita in un’impresa veramente galattica, cioè interpretare il sogno erotico di milioni di ragazzi con un personaggio profondamente femminista. Un personaggio che incarnava in questo senso anche la propria vocazione alla difesa della figura femminile. Ho deciso di soffermarmi, dunque, su alcuni tratti caratteristici di Leia e su alcune curiosità riguardanti Fisher e la sua interpretazione.

Siamo stati abituati a vedere principesse chiuse nella torre, addormentate da fusi incantati o dal morso di una mela avvelenata, rese mute da una strega malvagia o in fuga a mezzanotte dal ballo del principe azzurro; ma la “nostra” principessa non era questo.

Alla sua primissima apparizione in “Una nuova speranza”, Leia incontra il Gran Moff Tarkin e con una bellissima insolenza gli dice che era convinta di trovarlo lì avendo riconosciuto da lontano il suo fetore. Lei sa il motivo della “visita” di Tarkin e Vader alla sua astronave ma, essendo molto più scaltra di loro, ha già impostato un piano di riserva per far giungere i piani della Morte Nera ai ribelli.

Nonostante l’intervento di Luke e Han, sono profondamente convinta che Leia avrebbe saputo benissimo da sola come liberarsi, tant’è che mette subito in evidenza le falle del piano dei due eroi ed è lei alla fine a farli evadere dalla zona prigioni. Han Solo in quella occasione dirà di lei “Non so se ucciderla o innamorarmi di lei”. In futuro sarà proprio Leia ad andare in soccorso prima a Luke, dopo aver subito l’amputazione della mano a Cloud City, poi all’amato Han congelato nella grafite nel palazzo di Jabba The Hutt. Nel corso della storia vediamo Leia a capo della ribellione, prodigarsi fino all’ultimo per evacuare la base ribelle su Hott, usare il blaster con una mira migliore di tutti i soldati dell’Impero, della Repubblica e della Ribellione. Leia è sempre in prima fila, non è mai una protagonista sullo sfondo. Leia non aspetta, non è una “princess in waiting”. Leia agisce, guida da vero leader.

Sceglie come compagno di vita un’autentica canaglia, che sa tenerle testa, che ama e rispetta da pari a pari e, nonostante in seguito al cambiamento e alla perdita del loro figlio Ben, i due si separino, sono pronti a ritrovarsi. La scena di Leia che avverte la morte di Han è quanto di più straziante sia stato girato ne “Il risveglio della Forza”.

L’aspetto di Leia non è mai quello di un maschiaccio però. Leia è una donna che non rinuncia alla femminilità, mostrata sia nell’abito bianco cbff1207714252f2612a4d5d9e54a197di Episodio IV (per il quale George Lucas impose all’attrice di non indossare il reggiseno), sia nelle sue divise da combattente. Carrie Fisher ebbe da ridire solo sul famosissimo bikini utilizzato per le riprese nel palazzo di Jabba, tanto che alla sua giovane collega Daisy Ridley, interprete di Rey, consigliò di non comportarsi come lei e di non accettare passivamente le decisioni di costumisti e registi sui costumi da far indossare al suo personaggio. Ebbe da ridire anche a chi l’aveva accusata di essere invecchiata male, di non essere più quel sogno erotico per ragazzi. Rispose semplicemente che il suo corpo non era invecchiato bene tanto quanto lei e che alle donne, nell’industria cinematografica, non era permesso di invecchiare.

Rivedremo ancora Leia interpretata da Fisher in Episodio VIII, l’attrice aveva infatti già completato le riprese delle scene che includevano il suo personaggio ed il film è ormai in fase di post produzione ma chiaramente la scomparsa dell’attrice ci lascia il dubbio di cosa accadrà al personaggio di Leia in Episodio IX.

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Padme Amidala

Se il personaggio di Leia fosse stato scritto diversamente, probabilmente Star Wars non avrebbe tutto lo spessore che ha e molti personaggi non sarebbero mai esistiti. Non possiamo sapere con certezza se J.K. Rowling si sia ispirata a Leia, ma di certo Hermione Granger e Ginny Weasley hanno tanto di Leia. Tutte le figure femminili nel mondo di Harry Potter, hanno un’enorme forza di carattere e non sono mai passive.

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Rey

Senza Leia non ci sarebbe stata Padme Amidala, Regina di Naboo. Si tratta di un personaggio sicuramente meno sfaccettato, ma ugualmente in grado di trasmettere forza, risolutezza e quella volontà di non accettare di
rimanere sullo sfondo mentre la storia si svolge attorno a lei.

Non ci sarebbe stata Rey, personaggio di cui conosciamo ancora pochissimo, ma che sappiamo essere cresciuta da sola tra i rottami di Jakku, parte attiva nella missione della riconsegna della mappa per ritrovare Luke ed investita
dell’enorme peso di essere lei protagonista di tutta la trilogia sequel.

Jyn Erso
Jyn Erso

Ed infine non ci sarebbe stata Jyn Erso, protagonista indiscussa ed impareggiabile di Rogue One, una donna che organizza una ribellione nella ribellione, che sa già come andrà a finire, ma agisce senza paura per difendere il nome di suo padre, per dare alla Ribellione stessa una speranza, quella parola pronunciata da Leia alla fine del film e che muoverà la storia.

Che la Forza sia con te, Principessa.

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