Artù e Merlino, novità dal XIII secolo

di Bianca Casale

Micheal Richardson è bibliotecario presso le collezioni speciali della Biblioteca di Bristol, oltre ad essere professore di letteratura medievale. Cercando materiale per la sua classe si imbatte in alcuni fogli infilati in un volumeSembra l’inizio di un racconto medievale ma siamo nel 2019, nel pieno della realtà.

Da sinistra a destra: Leah Tether, Laura Chuhan Campbell, Michael Richardson e Benjamin Pohl nella stanza della Bristol Central Library dedicata ai libri rari. Image credits: University of Bristol

Le pergamene sono ridotte in  frammenti ma sono un’intrigante scoperta, risalgono al XIII secolo e parlano di Re Artù e Merlino. Potete immaginare la faccia di Richardson?
Contatta la dottoressa Leah Tether, presidente della sezione britannica della “International Arthurian Society“.
I frammenti sono in antico francese e narrano della battaglia di Trèbes durante la quale Merlino ispira le truppe di Re Artù con un discorso commovente e poi guida i soldati con l’aiuto del fuoco di drago di Sir Kay.

Dettaglio di uno dei frammenti dove si legge chiaramente il nome di Merlino. Image credits: University of Bristol

Gli esperti ritengono che le pergamene appartengano ad una versione nota come Ciclo della Vulgata.

Esistono varie versioni del ciclo ma questa pare portare nuova linfa alla storia. Diversi, per esempio, sono i personaggi che guidano alla lotta le quattro divisioni delle forze di Re Artù.
Inoltre, in altre versioni, il nemico di Artù e Merlino, Re Claudas, viene ferito alla coscia, mentre nei frammenti appena scoperti non viene specificata la natura della ferita. Ciò potrebbe portare a una nuova interpretazione del testo in quanto le lesioni della parte superiore della gamba sono spesso usate come metafore per l’impotenza o la castrazione.

La dott.ssa Leah Tether, avverte che è necessario molto più approfondimento, molto lavoro è ancora da fare, ma ha affermato che è possibile che queste pagine possano far parte della versione del Ciclo di Vulgata che Sir Thomas Malory ha usato come fonte per il suo lavoro Le Morte D’Arthur,  ispirazione per molte moderne rivisitazioni della leggenda arturiana. Gli studiosi, infatti, non sono mai stati convinti che Malory abbia usato una delle versioni fino ad ora conosciute.

La Tether ha detto: “Questi frammenti sono una scoperta meravigliosamente eccitante, che potrebbe avere implicazioni per lo studio non solo di questo testo, ma anche di altri testi correlati e successivi che hanno modellato la nostra moderna comprensione della leggenda arturiana. C’è una piccola possibilità che questo testo possa essere collegato a una versione a cui Malory ebbe accesso, ma siamo molto lontani dal provarlo.”

Se i frammenti fossero stampati come un libro moderno, riempirebbero circa 20 pagine. Hanno subito parecchi danni, il che significa ulteriore tempo per decifrare tutto il testo.

“Il tempo e la ricerca potranno rivelare ulteriori segreti sulle leggende di Artù, Merlino e il Santo Graal che potrebbero essere contenuti in questi frammenti”, ha dichiarato la dott.ssa Tether per poi continuare: “Il sud-ovest dell’Inghilterra e del Galles sono, naturalmente, strettamente legati alle molte località rese famose dalla leggenda arturiana, quindi è ancora più speciale trovare un frammento della leggenda –  con una datazione antecedente a qualsiasi versione scritta in inglese – qui a Bristol.”

Questa scoperta è affascinante per tutti ma lo è ancora di più per gli appassionati del genere Fantasy che sappiamo avere le radici all’interno del Ciclo Arturiano. Se possibile, queste antiche pergamene aggiungono ulteriore magia ad una storia che è già ammantata di incanto e di fascino.

Fonte originale della notizia: https://www.bristol.ac.uk/news/2019/january/bristol-merlin-.html

 

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