American Gods, l’edizione illustrata un imperdibile must have firmato Mondadori Draghi

di Giulietta Frattini e Valentina Isernia

Leggere un libro vuol dire non solo emozionarsi durante la sua lettura ma leggerlo e rimanere con il dubbio di averlo vissuto davvero. Una premessa è doverosa: American Gods non è un romanzo per tutti, è particolare, non convenzionale: un viaggio contemporaneo nel mondo della mitologia antica.
La particolare edizione che ci apprestiamo a recensire è quella splendida e illustrata portata in Italia per la collana Draghi Mondadori. La copertina rigida, al tatto ruvida, impreziosita da elementi dorati, è il giusto preludio ad un interno altrettanto curato, ricco delle illustrazioni di Dave McKean su carta di qualità. Gli ampi margini e un font pulito ne rendono la lettura godibile.

Iniziamo, dunque.

Trama

Appena rilasciato dal carcere e fresco della notizia della morte della giovane moglie, il protagonista, Shadow Moon (nulla è casuale, sopratutto i nomi dei personaggi), viene assoldato dal signor Wednesday, un tranquillo signore di mezza età dai modi un po’ rudi.
Sin da subito, però, le cose si riveleranno più strane di quanto ci si aspetterebbe: incontri con personaggi inconsueti e dai poteri sovrannaturali, sogni indecifrabili che, forse, non sono solo sogni ma preannunciano una battaglia, la più grandiosa di tutte: una battaglia tra dèi.
Ben presto, quindi, il signor Wednesday rivela a Shadow la sua vera identità (Odino, il dio delle forche, il Padre Universale, emigrato in America assieme ai primi coloni) e i suoi intenti: radunare tutti gli dèi in “disarmo” per dichiarare guerra alle nuove e incalzanti divinità.
Da una parte dello schieramento i vecchi culti con i propri dèi appartenenti ai più disparati pantheon: egizi, scandinavi, indiani, africani, scozzesi e est-europei. E dall’altra i nuovi, così ricchi di fascino per l’uomo del terzo millennio: internet, le carte di credito, la TV, i media e la tecnologia. Sconfiggere i nuovi arrivati sembra essere l’unico modo per i vecchi dèi di continuare a vivere le proprie, già stentate, esistenze.
Il resto della trama può essere sintetizzato nel viaggio che Shadow compie attraverso il Midwest americano, affiancato da compagni occasionali, inusuali e, spesso, divini.
Wisconsin, Illinois, Kansas e South Dakota fanno da sfondo alla “missione” (ignota per lo più anche a egli stesso) che porterà il protagonista a barcamenarsi tra attese, rapimenti e misteri, alla ricerca di gigantesche giostre di paese, lavorando per agenzie di pompe funebri e pernottando in motel malconci situati in riserve indiane e idilliaci paesini dai terrificanti segreti.

Ma il cammino è lungo e denso di ostacoli per il povero, coraggioso Shadow, alle prese con avventure di grande fantasia e personaggi che fanno venir voglia di documentarsi di più su tutti questi antichi culti.

Recensione

In American Gods, Gaiman riprende un tema, già affrontato più volte in altre sue opere, rendendolo il fulcro del racconto: gli dèi sono tali in virtù della fede riposta in loro.
Ma cosa accade quando i loro fedeli non si curano più di fare offerte o sacrifici, non innalzano preghiere, in una parola: li dimenticano? Semplice, in questo caso gli dèi sono destinati a scomparire nell’oblio, soccombendo ai nuovi idoli.

«Venendo in America la gente ci ha portato con sé. […] Siamo arrivati fin qui viaggiando nelle loro menti, e abbiamo radici. Abbiamo viaggiato con i coloni, attraversato gli oceani, verso nuove terre. […] Ben presto la nostra gente ci ha abbandonato, ricordandosi di noi soltanto come creature del paese d’origine, creature che credevano di non aver portato nel nuovo mondo. I nostri fedeli sono morti, o hanno smesso di credere in noi, e siamo stati lasciati soli, smarriti, spaventati e spodestati, a cavarcela con quel poco di fede o venerazione che riuscivamo trovare. […] Vecchi dèi, in questa nuova terra senza dèi.»

Ecco allora sorgere spontanea una lotta tra la tradizione e l’innovazione dove i nuovi dèi non sono altro che la televisione, i mass media, Internet e le nuove tecnologie, bellissimi, sfavillanti e adorati dall’intero popolo occidentale.
Le antiche divinità, invece, in questo romanzo rappresentano la paranoia americana del consumismo e della globalizzazione: apparentemente invincibili, ma spaventati a morte dal futuro, dalle nuove divinità che inevitabilmente prenderanno il loro posto.

Gaiman consacra quindi la propria carriera di scrittore di romanzi per adulti con American Gods, la sua opera più premiata (aggiudicandosi i prestigiosi Premi Nebula Hugo) e forse la sua più celebre.

L’azione non è troppo serrata, la suspense è praticamente assente, c’è la giusta dose di sangue e violenza ma poco interesse per i particolari più raccapriccianti e spiacevoli. La vera anima risiede nell‘abilità dell’autore di ricreare immagini e atmosfere tali da rimandare ad un universo fantastico e melancolico, un’America fredda e inospitale popolata da personaggi, bloccati in un passato a cui nessuno può fare ritorno.

Il finale della vicenda appare un po’ troppo veloce forse: la tempesta preannunciata fin dalle prime pagine si scatena e si placa in poche pagine in maniera molto semplicistica.
Sicuramente un po’ più di sintesi in certi punti, e meno in altri, avrebbe giovato alla vitalità dell’intreccio.

Ciononostante, è sicuramente un romanzo intrigante, sicuramente più che adatto a chi ama la letteratura fantasy, anche nel senso più innovativo del termine.

All’interno, oltre al romanzo nella traduzione di Katia Bagnoli, sono presenti un’introduzione inedita firmata da Gaiman e un testo di McKean e 12 disegni originali, di cui tre a doppia pagina; a proposito dei quali, in una recente intervista, lo stesso McKean ha dichiarato che ha cercato di adattare il testo alla mentalità di un lettore: “Non mi piace semplicemente replicare scene del libro che sono completamente coperte dal testo. Mi piacciono le immagini per contribuire a tutta l’esperienza del libro, per aggiungere ad esso, per commentare su di esso […] mi sono concentrato sulle aree distorte e fantastiche della storia.

Ecco una piccola selezione delle opere d’arte che saranno incluse nell’edizione:

Questo libro è il romanzo (quasi) perfetto, un must have per la propria libreria.

Riepilogo

Titolo: American Gods
Titolo originale: American Gods
Autore: Neil Gaiman
Casa Editrice: Mondadori – Collana Draghi
Pagine: 560
Prezzo: € 30,00

Valutazione: ✐✐✐✐

Biografia dell’autore

NEIL GAIMAN, nato in Inghilterra nel 1960, vive negli Stati Uniti. Tra i massimi autori di narrativa fantastica contemporanea, è un artista dalle molte facce: giornalista legato al mondo del rock, autore di raffinati graphic novel, sceneggiatore televisivo e scrittore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi premi: tra i più importanti, la Newbery e la Carnegie Medal per Il figlio del cimitero e l’Hugo Award per il romanzo American Gods, da cui nel 2017 è stata tratta una serie tv. Ha scritto numerosi racconti e romanzi per ragazzi di grande successo, fra cui gli indimenticabili Coraline e Stardust.

 

 

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