La prima mappa della Luna fu disegnata da un italiano 340 anni fa. E nasconde un segreto

di Valentina Isernia

1969. L’uomo, rappresentato dall’astronauta Neil Armstrong metteva per la prima volta piede sulla Luna. Ma 340 anni prima, un italiano l’ingegnere bolognese Giovanni Domenico Cassini, astronomo del re Sole Luigi XIV, direttore dell’osservatorio di Parigi dal 1671, pubblicò la prima mappa scientifica della Luna. Era il 1679.
Lo fece attraverso un semplice telescopio, un’invenzione quasi neonata.
Grande uomo di scienza non fu immune allo spirito romantico letterario del diciannovesimo secolo. Nascosto nel quadrante in basso a destra, vicino a Cape Heraclides sul Sinus Iridum (aka Bay of Rainbows), disegnò una fanciulla.

La storia umana gli deve anche molto della comprensione di Marte, Saturno e della Francia stessa, che risultò essere molto più piccola di quanto si credesse. Scoprì quattro satelliti di Saturno: Giapeto, Rea, Dione e Teti; la Divisione di Cassini negli anelli di Saturno, a lui intitolata. Assieme a Hooke, Cassini è lo scopritore della Grande Macchia Rossa di Giove. Attorno al 1690, Cassini fu il primo ad osservare la rotazione differenziale dell’atmosfera di Giove.

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