Storia delle palline di Natale: da dove nasce la tradizione?

Storia delle palline di Natale: da dove nasce la tradizione?

Il Natale ormai è alle porte: lo si nota dai colori e dalle mille luci che scintillano nelle nostre case come segno di allegria e gioia. L’albero come tradizione è addobbato in ogni casa. Che sia grande, in miniatura, di pino, sintetico, una cosa è comune a tutti: le immancabili palline di Natale. Ma che origini hanno?

di Eleonora Amato

L’origine delle palline natalizie non è molto antica, nel Medioevo si utilizzavano come decorazione le mele rosse e lo zenzero. Veniva scelto il rosso perché contrastava con il verde dell’abete, per questo motivo questi due colori sono, nell’imaginario collettivo, i colori del Natale.

La ragione che spiega la scelta delle mele rosse non è solo un fattore puramente estetico, ma c’è anche un chiaro riferimento all’albero della Conoscenza del Bene e del Male del giardino dell’Eden.

La mela, infatti, ricorda il frutto proibito, il simbolo del peccato originale di Adamo ed Eva. In origine, il 24 dicembre si celebrava il giorno di Adamo ed Eva. Nei giorni precedenti a questa festa, ormai caduta in disuso, venivano messe in scena nelle città e nei villaggi particolari rappresentazioni teatrali chiamate Opere Misteriose o Opere Miracolose. Questi spettacoli avevano lo scopo di comunicare alla gente che spesso era analfabeta, le verità religiose presenti nella Bibbia. In particolare, una delle opere miracolose era l’Opera del Paradiso, raccontava la scena della cacciata dal giardino dell’Eden di Adamo ed Eva e la scenografia tradizionale mostrava al centro un albero sempreverde, simbolo dell’immortalità, e mele rosse che pendevano dai rami.

Così si diffuse l’usanza di mettere nei cortili prima e nelle case poi, il cosiddetto “albero del Paradiso” con tante mele rosse appese, dove da una parte le mele simboleggiano la tentazione, dall’altra la morte del peccato grazie alla nascita di Gesù a Natale.

Ancora oggi in molti paesi si utilizzano le mele come addobbi di Natale: in Polonia ad esempio, l’albero di Natale viene addobbato con mele, caramelle, arance e noci avvolte in carta stagnola. In Italia, soprattutto in Alto Adige, gli alberi vengono decorati con mele rosse al naturale, infiocchettate, inzuccherate, caramellate e laccate.

Il Calenning

In Galles, invece, si usa per decorare l’albero il Calenning: una mela che viene posizionata su un treppiede fatto di rametti e infilzata con abbondanti chiodi di garofano ed al di sopra, dove si trova il picciolo, viene posto un ramoscello di bosso ornato con chicchi di uvetta come fossero i suoi frutti. Questo è un simbolo che il Natale ha fatto suo, ma che appartiene ad antiche simbologie pagane legate alla fecondità. La tradizione cristiana ha poi “trasformato” a suo uso il fatto che la mela fosse poggiata su tre rametti, riferendoli simbolicamente alla Trinità.

Col tempo poi si è passati alle palline di Natale “moderne”, quelle che conosciamo oggi, ma i primi ornamenti in vetro caratteristici nascono in Francia sui Vosgi del Nord.

Infatti qui, nel 1858, in un freddo inverno così rigido che il raccolto non era stato buono, non vi erano mele a sufficienza per il sostentamento della gente, tanto meno per decorare gli alberi. Così un artigiano nel piccolo villaggio di Goetzenbruck, che ospitava fin dal 1700 una fabbrica specializzata nella produzione di vetri per orologi, ebbe un’idea davvero originale: poiché nella lavorazione dei vetri per orologi il vetro veniva tagliato in palline che venivano poi soffiate, l’artigiano pensò che si potessero soffiare le palline di vetro per realizzare addobbi scintillanti da posizionare sull’albero di Natale del paese. La sua idea riscosse molto successo e fin da subito a Goezenbruck iniziarono a produrle e a esportarle in tutto il mondo.

Nel 1964 però, la plastica sostituì il vetro. Da allora non è Natale senza le famose palline appese su ogni albero con i loro mille colori e forme più svariate, diventate alla portata di tutti. Di recente però, la sempre più concreta necessità di sostenibilità e la valorizzazione dell’artigianato, ha riportato nei mercatini di tutto il mondo la tradizione delle palline di Natale in vetro, così finemente dipinte da diventare vere e proprie opere d’arte.

Palline di vetro dipinte a mano in un mercatino di Trento

Vi lasciamo con una citazione di Stephen Littleword che diceva

“Lasciate che i bambini vivano un sogno ad occhi aperti. Luci, colori, angeli e frutta colorata da appendere all’albero di Natale. Per una notte o forse qualcuna in più si potrà costruire un mondo più luminoso, immaginare cose belle, tuffarsi in atmosfere mozzafiato. Queste sono le piccole cose grandi che, porteremo nel cuore da adulti, per essere un po’ più sorridenti e  un po’ più felici”.

 

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