Islanda, Scandinavia, Finlandia: le tradizioni di Natale del Nord

Il grande Nord è la patria di Babbo Natale, dei deliziosi glögg da sorseggiare dopo abbondanti buffet e delle luci colorate scintillanti ovunque, anche nel cielo!
Quindi non dovrebbe sorprendere che le tradizioni natalizie siano tante e ricchissime.

Vediamole insieme.

di Bianca Casale

  • Jóla in Islanda

In Islanda, non mancano le strane tradizioni natalizie per mantenere alto lo spirito.

Lo Jólakötturinn

Di tutti i paesi nordici, l’Islanda è probabilmente il più denso di amore per Jólin (Natale). Le decorazioni iniziano a essere esposte all’inizio di novembre e per due mesi il paese è un turbinio di luci scintillanti, feste, compere per nuovi abiti da festa, riordino della casa e biscotti di pan di zenzero. Soprattutto biscotti!
Una delle tradizioni islandesi più insolite legate a questa stagione è quella del gatto di Natale (Jólakötturinn). Questo felino delle feste è più orribile che coccolone e si dice che divori chiunque non abbia in dono vestiti nuovi per Natale. Ma cosa dovevamo aspettarci dai ‘padroni’ della troll Grýla, che ha un appetito insaziabile per i bambini cattivi durante le vacanze…

 

Per non pensare che le vacanze in Islanda siano tutte incentrate sul mangiare bambini, va ricordato che Grýla è anche la madre dei 13 Yule Lads, che scendono dalle montagne nelle 13 notti che precedono il Natale per combinare guai e lasciare piccoli regali nelle scarpe dei bravi bambini e bambine.
L’Islanda è anche famosa per i cibi strani e il periodo natalizio non fa eccezione. Una particolare prelibatezza consumata il 23 dicembre per la Þorláksmessa (Messa di San Thorlak) è lo skata, o skate fermentato. Il sapore e la consistenza di questo pesce sono forse simili all’Hárkarl, squalo marcio, e l’odore è … come potete immaginare. 

Altrimenti, le portate principali tradizionali ai tavoli di famiglia sono hangikjöt (agnello affumicato islandese), hamborgarhryggur (maiale salato), pernice bianca o oca. Ma c’è anche il delizioso e croccante pane con foglie (laufabrauð) e la bevanda gassata Malt og Appelsín!

  • Jul in Scandinavia

Una delle grandi cose di Norvegia, Svezia e Danimarca sono le tradizioni culturali condivise. È anche comodo per noi che la parola per Natale nelle lingue scandinave sia la stessa: Jul.

La “Sposa Lucia” con una corona di candele modellate in rami di mirtillo rosso

In Svezia, il periodo natalizio inizia ufficialmente con la celebrazione del giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre. Questa bellissima cerimonia coinvolge bambini vestiti tutti di bianco, adornati con ghirlande e candele, che intonano inni angelici. Al centro una giovane donna, la “Sposa Lucia“, con una corona di candele modellate in rami di mirtillo rosso. L’evento, pur derivando dalla Chiesa Luterana, coincide con il Solstizio d’Inverno del vecchio calendario pagano “giuliano” ed è venuto a simboleggiare il ritorno della luce e una nuova vita in inverno.

In Danimarca, l’attenzione stagionale è sull’hygge. Come fika (ehm) in Svezia, questo concetto danese non ha una traduzione esatta nella nostra lingua, ma descrive un senso di “intimità invernale”. Candele, luci scintillanti, bevande calde e praticamente qualsiasi accento caldo per la casa è la tendenza dominante in questo periodo dell’anno. Certo, non mancano le buone ragioni per lasciare il calore di casa: le piazze e le vie delle compere sono addobbate con alberi decorati, ghirlande e lucine, punteggiando l’oscurità invernale con quella calda sensazione di hygge. Mai come in questo periodo le città del nord sono affascinanti, sembrano cartoline.
Fredde, ma cartoline.

Lo stile hygge

Da queste parti non è Natale senza il julbord, il tradizionale buffet. Poiché i paesi scandinavi hanno tutti radici legate al mare, è inevitabile che ci sia una varietà di aringhe in salamoia, speziate e marinate e diversi tipi di salmone freddo, tipicamente stagionato con condimento all’aneto oppure affumicato, oppure affumicato all’aneto.

 

Le köttbullar accompagnate dalla tipica salsina di mirtilli

In Svezia, il piatto caldo principale potrebbe essere il julskinka (“prosciutto di Natale”) o il classico köttbullar, meglio conosciuto da noi (benedetta Ikea) come polpette svedesi. In Danimarca, l’enfasi è più sui piatti di maiale o su un particolare piatto di paté di fegato con pancetta e funghi.
E in Norvegia, i cibi tradizionali come il pinnekjött (carne di agnello) e il lutefisk (un pesce bianco con un aroma pungente) sono aggiunte classiche alla tavola di Natale.
Hai già fame?
Dipende…

Questo pasto può essere accompagnato da birra e grappa oppure vino. Una bevanda natalizia che molte persone al di fuori della Scandinavia potrebbero conoscere è il glogg (Gløgg in norvegese e danese, Glögg in svedese). Questo vin brulé, infuso con spezie di cannella e cardamomo, viene tipicamente servito nelle feste. Perché non provarne un po’?
Trovi la ricetta in calce all’articolo!

 

 

 

  • Joulu in Finlandia

I finlandesi sono un po’ diversi dai loro vicini scandinavi in ​​quasi tutto. Pur condividendo molti degli stessi cibi e tradizioni della vicina Svezia, Joulu in Finlandia ha alcune peculiarità. Ma è pure ovvio, dove è che sta Babbo Natale?
Proprio Rovaniemi, circolo polare artico nella Lapponia finlandese, rivendica il titolo di città natale di Babbo Natale, scusate il natale di Natale. È qui che i bimbi buoni (ma mica solo i bimbi) possono far visita all’uomo in rosso al Villaggio di Babbo Natale (l’immagine di copertina a corredo di questo articolo) o magari divertirsi passatempi artici come slitte trainate da cani, gite in slitta trainata da renne, racchette da neve, sci di fondo e altro ancora. Voglio dire, perché limitarsi.

Diverse raffigurazioni dello rappreJoulupukki

In Finlandia, però, Babbo Natale non è sempre stato il signore allegro con la barba bianca che conosciamo e amiamo oggi. Joulupukki in finlandese è anche il nome per la “capra di Natale”, una creatura simile a una capra ma piuttosto spaventosa; nel corso del tempo la storia di Joulupukki si trasformò in un vecchio in costume da capra e, alla fine, nella figura di una slitta trainata da renne. Niente discese dal camino da queste parti, in Finlandia Babbo Natale fa brevi visite a casa durante le cene della vigilia di Natale in famiglia e bussa alla porta d’ingresso.
Meglio.
Veniamo al cibo, lo joulupöytä finlandese ha un ricco assortimento di piatti freddi e caldi e

Il Saunatonttu

glögi, vin brulé alcolico o analcolico (eccolo di nuovo). C’è anche un porridge di riso natalizio addolcito con zucchero e cannella, che spesso ha una mandorla nascosta da qualche parte e chi la scopre nella propria ciotola riceve un piccolo regalo.
Tradizioni simili si trovano anche negli altri paesi nordici.

E, naturalmente, non è un vero Natale finlandese senza la sauna di Natale! Prima dei festeggiamenti serali del 24 dicembre è consuetudine visitare la sauna per un po’ di purificazione dello spirito. I genitori potrebbero persino dire ai loro figli di lasciare una piccola offerta, come un secchio d’acqua, per il Saunatonttu, il simpatico “elfo della sauna”.

Le feste natalizie in questa parte del mondo hanno origini antiche e anche tramite la mediazione delle varie religioni arrivano fino a noi ricche di tutti i loro significati. In ogni caso è un periodo di riposo, celebrazione del ciclo vitale naturale e… cibo.
E allora festa sia! Buon Natale.

 

Ricetta del Glogg: bevanda calda svedese del periodo natalizio

Si ottengono 8-10 tazzine utilizzando una intera bottiglia di vino rosso.

 

Ingredienti:

1 bottiglia di vino rosso

1-2 tazze di rum, meglio quello scuro

1 tazza di zucchero

 

Spezie:

1 Stella d’Anice

2 cucchiaini di cardamomo in polvere

3-4 bastoncini di cannella fatti a pezzettini o 1 cucchiaio di cannella in polvere

1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere

1 pezzo di zenzero fatto a pezzettini per rendere più facile la diffusione

1/2 arancia piccola

1/2 cucchiaino noce moscata

Uva passa e mandorle pelate per ogni tazzina.

 

Preparazione:

Versate il vino, lo zucchero e tutte le spezie in una pentola e mettetela sul fuoco medio-basso. Conservate il rum per dopo.
Per i primi 5-7 minuti mescolate il tutto fino a far sciogliere completamente lo zucchero.

Abbassate quindi la fiamma e tenete il vino a cuocere per altri 30 minuti. Mescolare di tanto in tanto per evitare che il composto si attacchi al fondo della pentola oppure venga a bollire.

Aggiungete il rum e aumentare leggermente il fuoco. Mescolate per altri 10 minuti. E’ molto importante che il composto non inizi a bollire in quanto l’alcol potrebbe scaldarsi troppo e scomparire.

In fine, filtrate il Glögg e servitelo caldo con alcuni pezzi di uva passa e mandorle in ogni tazza.

(la ricetta l’abbiamo mutuata da insvezia.com!)

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