Natale in Francia: le tradizioni dei nostri cugini d’Oltralpe

Natale in Francia: le tradizioni dei nostri cugini d’Oltralpe

In Francia il 24 Dicembre, esattamente come da noi, è un normale (o quasi) giorno lavorativo. Ma dalla sera del 24 partono i festeggiamenti.

di Bianca Casale e Enrico Ciravegna

Per chi è credente si comincia con la tradizionale Messa per il festeggiamento della nascita di Cristo, al termine le famiglie celebrano il Réveillon (il cenone di Natale).
Insomma, niente di molto diverso dalle tradizioni italiche: il cenone di Natale è il momento di maggior importanza e può durare anche molto,
l’apertura dei regali è posticipata alla mattina del 25, posti sotto il sapin de Noël (l’albero di Natale) dal globalizzato Babbo Natale mentre i bimbi dormono. Inoltre, i bambini ricevono già qualche regalo da san Nicola, il 6 Dicembre, una ricorrenza che si ritrova in molte tradizioni europee seppur con nomi leggermente diversi.

La tradizione gastronomica nella sera di Natale

Si inizia con un aperitivo: Pastis, Martini, Champagne accompagnato con stuzzichini di olive, canapé e assaggini vari.
Seguono i tradizionali antipasti: ostriche o il salmone affumicato. A volte si trova anche il Foie Gras, magari servito con marmellata di cipolle e purea di lamponi. Il tutto viene accostato da pane tostato e vino bianco.

In Francia, ma anche in molti altri Paesi, la portata principale del cenone di Natale è il tacchino arrosto, ripieno di castagne. Le tradizioni variano però molto a seconda delle regioni: in alcune troviamo il roast beef o l’anatra à l’orange; in altre regioni, viene servito anche il pesce.
Finiamo con i formaggi, ovviamente accompagnati da vino rosso e bianco, a seconda delle portate.
I nostri cugini d’oltralpe sono cugini mica per niente.

Bûche de Noël

Alla fine arriva il Bûche de Noël, che significa letteralmente Tronchetto di Natale.
Su questo ci sarebbe da scrivere un articolo a parte: il tronchetto di Natale. Si tratta della versione in dolce del Ceppo (o ramo) di Yule che in epoca pre-cristiana si era soliti bruciare in occasione del solstizio d’inverno per assicurarsi abbondanza nella stagione successiva.
In alcuni casi lo troviamo con il nome di ceppo di Natale o ceppo natalizio o ciocco natalizio: in ogni caso è tra le più antiche tradizioni legate a questo periodo dell’anno.
Ma torniamo nella Francia del 2020 e vediamo di capire, suddivise regione per regione, le peculiarità:

 

  • Franca Contea (ora Borgogna) – La Tante Arie
Raffigurazione della Contessa Henriette de Montbéliard (1387 – 1444).

Nel paese di Montbéliard, Babbo Natale ha diritto a una strana sostituta: la Tante (Zia) Arie. Una leggenda locale fa di lei una buona fata protettrice del Montbéliard, che, con l’aiuto della sua asina Marion, distribuisce i regali ai bravi bambini, mentre lascia dei ramoscelli davanti alle porte dei più birichini. La zia Arie è, secondo la leggenda , una reincarnazione della benefattrice e della defunta contessa Henriette de Montbéliard, ereditiera della contea di Montbéliard che sposò il conte Eberhard  IV di Württemberg. Nel 1419, dopo la morte del marito, la contessa Enrichetta di Wurtemberg continuò a governare da sola le contee di Montbéliard e Wurtemberg dando numerose prove di protezione e generosità ai meritevoli abitanti della sua contea.

  • Bourgogne – Père Janvier e Lumache

In Borgogna non si parla di Babbo Natale, ma di Père Janvier (Papà Gennaio). Père Janvier viene a depositare i regali di Capodanno negli zoccoli lasciati dai bambini, avevamo visto qualcuno che lasciava regali nelle scarpe già nell’articolo sulle tradizioni del Nord.
Il menù delle feste è un po’ diverso da quello delle altre regioni francesi, non si mangia né salmone affumicato né Foie Gras ma specialità regionali come le lumache al prezzemolo, la Fricassée de Fressure (interiora di maiale cotte in padella con burro o panna) o le Oeufs Meurette (simili alle nostre uova in camicia).
Un’altra usanza di questa regione, in comune con alcune tradizioni italiane del sud, prevede di lasciare un ceppo ardente davanti alla propria porta la notte di Natale in modo che la Vergine Maria possa scaldarsi, il richiamo al “ceppo” pare essere ricorrente.

  • Normandie – La bûche

In Normandia, la vigilia di Natale è consuetudine bruciare un tronco d’albero nel camino. Di nuovo il ceppo.
Accanto ad esso, il membro più anziano della famiglia doveva deporre i resti del tronco bruciato l’anno precedente. Ai bambini viene chiesto di andare via e di pregare affinché il tronco, La Buche, faccia apparire loro dei doni, che puntualmente fanno la loro comparsa al loro ritorno sottoforma di dolci e spezie nascosti nel tronco.

  • Réunion (Dipartimento francese nell’oceano indiano) – Natale ai tropici
Filao

A Réunion, lontano dalle temperature invernali delle città continentali, il Natale non si festeggia con un abete, ma sotto i rami di Filao (casuarina delle spiagge).
Sotto questi rami le famiglie si riuniscono per condividere il pranzo di Natale, composto da curry, riso, Rougail (pomodoro, cipolla, peperoncino, zenzero schiacciati e mescolati per farne una pasta), litchi e mango.

  • Lorraine (Lorena) – Saint Nicolas

Tra la gente della Lorena è molto sentita la tradizione di Saint Nicolas: la si celebra da più di 1000 anni. Saint-Nicolas, protettore dei bambini e della Lorena stessa, distribuisce dolci ai bambini buoni nella notte dal 5 al 6 dicembre. Saint Nicolas viene anche chiamato “Il padre fustigatore” quando viene incaricato della punizione dei bambini cattivi.

  • Gironde (Gironda) – I falò di Natale

Se i falò di Natale sono una tradizione presente in diverse regioni della Francia, questa usanza era molto popolare in Gironda fino alla metà del XX secolo. La notte tra il 24 e il 25 dicembre si usava bruciare nei villaggi dell’Aquitania dei grandi cumuli di paglia detti ‘”Halha de Nadau“. Attorno ai falò grandi e bambini camminavano con una torcia in mano recitando incantesimi per proteggere il loro futuro raccolto.

  • Alsace (Alsazia) – Saint-Nicolas et sa hôte remplie de gourmandises

Ogni anno in Alsazia, dall’inizio dell’Avvento, cioè quattro settimane prima di Natale e fino al 6 gennaio, giorno dell’Epifania, si celebrano le festività di Natale.
Tutte le domeniche fino al 24 dicembre vengono accese le candele della corona dell’Avvento, emblema dell’attesa della nascita di Cristo e simbolo di speranza e luce.
Un’altra data fondamentale è, anche qui, il 6 dicembre, giorno in cui Saint Nicolas distribuisce ai bambini clementine, pan di zenzero e altre prelibatezze.

  • Provence (Provenza) – Les santons
Les Santons

Nel dialetto provenzale, “santoun” significa “piccolo santo”. Les Santons sono statuette realizzate con la terra rossa della regione, queste statuine decorano la maggior parte dei presepi francesi dall’inizio del XX secolo. Les Santons rappresentano tutte le personalità del paese, dal mugnaio all’asino, tutte raccolte attorno alla Sacra Famiglia.
Un’altra usanza molto specifica della Provenza è “Le Festin des 13 desserts” (la festa dei 13

dolci), simbolo del numero degli ospiti dell’Ultima Cena (l’ultimo pasto di Gesù con i suoi

Le Festin des 13 desserts con il grano e l’agrifoglio a decorare la tavola

dodici discepoli). In Provenza non si può immaginare un capodanno senza tutti e 13 i dolci.
Per la decorazione della tavola la tradizione impone l’uso della piantina di grano di Sainte Barde (Santa Barbara) ed un ramo di agrifoglio come porta fortuna.
Il grano di Santa Barbara viene piantato il 4 Dicembre (giorno in cui si celebra Santa Barbara appunto), i semi vengono disposti in tre piattini detti “seitoun” coperti con del cotone umido e lasciati germogliare. I tre piattini simboleggiano la Trinità, vengono usati come decorazione per la tavola la sera della vigilia, e adornati con nastri gialli e rossi dalla madre di famiglia il 25 dicembre, dal 26 dicembre i piattini vengono spostati vicino al presepe fino alla fine del periodo festivo il 6 di gennaio. Un’usanza che qui in Italia si usa per la celebrazione della Pasqua.

  • Champagne-Ardenne – Les gaufres

In Champagne-Ardenne è consuetudine mangiare Les Gaufres (waffle) prima della messa di mezzanotte. In questa occasione, è comune offrire una “bourde”, una lunga brioche “spaccata” su cui si faceva dei buchi con un ditale, spesso regalato ai bambini dal loro padrino o madrina.

  • Bretagne (Bretagna) – Miti e leggende ancestrali

Quando scocca la mezzanotte della notte di Natale, si dice che si possa udire il suono delle campane delle città sommerse e dei menhirs (monoliti di pietra molto diffusi in Bretagna e in Gran Bretagna) che si alzano dalla terra per bere l’acqua delle sorgenti.
Prima di andare alla messa di mezzanotte, la tradizione bretone prevede di mettere nel camino di casa un tronco di legno avvolto in una stoffa imbevuta di acqua santa e sale come simbolo di abbondanza. Altra versione del ceppo?

  • Savoie (Savoia) – Le père Chalande

La Savoia ha la sua versione di Babbo Natale chiamato “Père Chalande”.
Père Chalande però è del tutto simile al Babbo Natale che tutti conosciamo, un vecchio con una lunga barba bianca e un cappello a punta che è discende dai camini per lasciare i regali.

Il nostro giro delle belle regioni d’oltralpe si conclude qui.
Vi lasciamo anche oggi una ricetta, stavolta un po’ più complessa, per fare il Tronchetto di Natale alla francese. Bon Appétit!

Ricetta del Bûche de Noël (tronchetto di Natale francese)

Ingredienti

4 uova
140 g di zucchero a velo
100 g di farina
una bustina di lievito per dolci
250 g de cioccolato
200 g di burro

Tempi
Preparazione : 30 min
Cottura : 25 min

Preparazione

Separare gli albumi dai tuorli.
Montare i tuorli con lo zucchero e 3 cucchiai di acqua tiepida, per creare una schiuma.
Aggiungere gradualmente la farina e il lievito.
Montare gli albumi a neve ben ferma quindi unirli delicatamente al composto precedente.
Preriscaldate il forno a 180 ° C .
Stendere la pasta in uno stampo lungo e piatto (tipo leccarda) ricoperto di carta da forno ad uno spessore di 1 cm.
Infornare per 10-15 minuti di cottura, il biscotto dovrebbe essere leggermente dorato.
Sfornate, mettete sul biscotto un panno umido pulito, quindi sformatelo e arrotolatelo. Lasciate raffreddare.
Rompete il cioccolato e scioglierlo a bagnomaria.
Quando sarà sciolto, aggiungere il burro morbido e mescolare.
Srotolare la torta e spalmare sopra 2/3 del cioccolato. Quindi arrotolare nuovamente il biscotto su se stesso.
Coprite il biscotto con il restante cioccolato quindi, con una forchetta, rigate la parte superiore.
Mettere in frigorifero.

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